giovedì 22 ottobre 2020
  •   |  A
  •   |  A
  •   |  A
Sei in : Home » News » News

News

News

 

News 30 dicembre 2005

Latina - Ricchezza: il capoluogo pontino è secondo nel Lazio dopo Roma, ma i dati parlano di recessione
La ricerca annuale dell'Istituto Tagliacarne, commissionata da Unioncamere, colloca Latina di poco al di sopra della media nazionale, al 52° posto: ma la crescita del valore aggiunto, rallentata di molto negli ultimi due anni, preoccupa gli esperti.
La fine dell'anno è sempre il periodo dedicato ai bilanci, si accumulano dati, pubblicazioni di statistiche e classifiche, a volte con risultati contrastanti.
Nonostante tutto però restano interessanti, con le debite precisazioni, i risultati di indagini condotte da istituti specializzati che, anno dopo anno, monitorano alcuni aspetti dell'economia e della società italiana. E' il caso della classifica stilata da Unioncamere e Istituto Tagliacarne sulla base del valore aggiunto per abitante. Un parametro, sottolineano i curatori dello studio, che si differenzia decisamente dalle rilevazioni su base del Pil; infatti i dati del valore aggiunto divergono da quelli del Prodotto Interno Lordo in quanto non comprendono le imposte indirette nette sui beni e servizi prodotti; esprimono dunque un valore di ricchezza netto che risulta inferiore rispetto a quello del Pil ma più concreto; per avere un'idea di quanto il valore aggiunto si distacchi dal Pil è sufficiente rilevare che nel 2004, mentre il Pil nazionale era pari a 1.351,3 miliardi di euro, il valore aggiunto era pari a 1.209,4 miliardi, con uno scarto del 10,5%. Dalla rilevazione in questione emerge come il record della crescita tra il 1995 e il 2004 spetti ad Alessandria e Imperia che hanno scalato ben 25 posizioni in classifica, seguite da Trieste e Ravenna che hanno migliorato di 18 posti la loro collocazione. Il primato assoluto resta però, per il nono anno consecutivo, saldamente nelle mani di Milano, che si conferma anche quest'anno la città più ricca d'Italia. Chiude la classifica Crotone anche qui a conferma della classifica dallo stesso periodo di tempo.
La ricerca, presentata nell'ambito dell'Assemblea di fine anno di Unioncamere rivela anche come il Mezzogiorno continui ad essere distante dal Centro-Nord, nonostante città come Isernia, Benevento e Ragusa abbiano dato prova di un rapido tasso di sviluppo. Sul versante opposto, Unioncamere e Istituto Tagliacarne fotografano l'impoverimento relativo di alcune realtà territoriali sede di distretti industriali di alto valore come Pordenone, Prato, Como, Lecco, Vicenza e Torino. Il fatto che Milano si confermi da 9 anni, cioè dal 1995 al 2004, al vertice della graduatoria provinciale, con un valore aggiunto medio per abitante pari a 30.629 euro. Seguita al secondo e terzo posto, come nella rilevazione 2003, da Bolzano (29.053 euro) e Bologna (28.332 euro) conferma il predomino del Nord fra le province più ricche: fra le 'top ten' si collocano infatti sette province del settentrione (dopo Bolzano e Bologna Modena, Mantova, Parma, Aosta e Bergamo) e 2 del Centro (Firenze e Roma). Ancora ampio rimane quindi il divario tra Nord e Sud. Tanto che la prima delle province meridionali si conferma Isernia, solo 64esima in classifica, mentre le ultime 10 posizioni sono tutte occupate da province del Mezzogiorno, con Crotone (ultima già nel 1995), Enna ed Agrigento in coda con un valore aggiunto procapite di poco superiore ai 12mila euro, cioè ben al disotto della metà di quello di Milano. Il divario Nord-Sud, sebbene ancora esistente, si riduce però tra il 2004 e il 1995: il rapporto tra il valore pro capite di Milano e quello di Crotone è passato dai 3,20 punti percentuali del 1995 ai 2,49 nel 2004.
Il sud quindi è in ripresa e se non riesce ad invertire il trend che da sempre la vede alla rincorsa del nord, almeno si dimostra combattiva e pronta a dare del filo da torcere anche negli anni a venire.
Un altro aspetto decisamente significativo evidenziato dall'indagine è la forte variabilità della zona alta della classifica: si passa infatti dai 30.629 euro per abitante di Milano ai 24.988 euro di Bergamo, con un gap piuttosto consistente in termini relativi tra le due province (ponendo di fatto pari a 100 l'indice Italia, la differenza è di -27,2 punti); se poi si estende l'osservazione a tutte le province del Centro-Nord, l'ultima in classifica, Viterbo, si discosta da Milano di 63,5 punti. Una situazione meno sperequata si osserva invece nel gruppo di coda che, nelle ultime 10 province, vede Crotone distaccarsi di 6,1 punti da Trapani (collocata al 94esimo posto).
Al generale appiattimento verso il basso si sottraggono le altre province del Mezzogiorno, come dimostra il fatto che il distacco della provincia più 'povera' (Crotone) da quella più 'ricca' (Isernia) ammonta a 30,7 punti.
Particolare la situazione di Latina che praticamente risulta poco al disopra della media nazionale (+ 0,5) con un 52esimo posto nella classifica generale prima provincia del Lazio dopo la Capitale. Dietro il piazzamento dignitoso c'è però un dato meno rassicurante in base infatti alla variazione della cifra del valore aggiunto si nota che mentre dal 1995 al 2003 in media la provincia pontina è cresciuta di circa 1000 euro l'anno nei prezzi base per abitante fra il 2003 e il 2004 questa cifra scende a poco più di 700 euro, una flessione decisamente considerevole che, a detta degli esperti e dei classificatori, frena una ripresa fino ad ora evidente anche in relazione ai dati delle altre province del Lazio che invece mostrano segnali migliori dei nostri nonostante le posizioni in classifica decisamente 'svantaggiate'. A guardare la classifica quindi Latina resta ancora più vicina ai valori del sud che a quelli del centro nord e la ripresa non sembra essere vicina. Il 2006 sembra un anno 'attendista' in cui si deve decidere quali armi mettere in campo per cominciare a combattere, sul serio, contro la recessione economica.
 
 
Fonte: www.provincialatina.it
Numero letture: 2274

 

Archivio News

Copyright © 2005-2020 Cooperativa Astrolabio - Segretariato Sociale Latina.
CSS Valido!   Valid XHTML 1.0 Strict   Level Double-A conformance icon, W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0