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News 29 gennaio 2009

Uno posto di lavoro su cento è ancora vacante
Una nuova ricerca Istat misura i posti in attesa di candidati nell'industria e nei servizi .

In Italia su otto milioni di “posizioni occupate” sono 85mila i posti vacanti. È questo il risultato di una nuova ricerca dell’Istat, che raccoglie tutti i dati e analizza i posti di lavoro retribuiti nuovi, liberi o in procinto di diventarlo, per i quali il datore di lavoro sta attivamente cercando un candidato adatto al di fuori dell’azienda stessa.

È la prima volta che l’Istituto nazionale di statistica si cimenta in questo tipo di ricerca, «che – come spiegano dall’ufficio di Statistiche congiunturali sull’occupazione e sui redditi – ha lo scopo di vedere come va il mercato del lavoro nella congiuntura di crisi. L’indagine sui posti vacanti, rispetto all’analisi delle previsioni di assunzione, permette una visione più vicina alle prossime reali assunzioni».

Il tasso di posti vacanti misura la quota di tutti i contratti di lavoro dipendente per qualifiche non dirigenziali, occupati o vacanti, per i quali è in corso una ricerca di personale.

Un indicatore molto importante perché presenta una diretta analogia con il dato di disoccupazione.

La nota dell’Istat “I posti vacanti presso le imprese dell’industria e dei servizi” raccoglie e diffonde a livello nazionale le serie storiche del tasso dei posti vacanti dal primo trimestre 2004 al secondo trimestre 2008.

Il rapporto presenta quindi i risultati retrospettivi di questo periodo. Dai quali, appunto, emerge che nelle imprese con almeno 10 dipendenti nell’industria e nei servizi, il tasso di posti vacanti medio è pari all’1%.

Facendo una distinzione tra i due settori presi in considerazione, si nota una differenza di livello: mentre sull’intero periodo considerato il tasso dell’industria è pari in media allo 0,8%, quello registrato nei servizi si attesta all’1,1%.

All’interno dei servizi, poi, si registra un livello medio particolarmente alto, pari all’1,5 % nei numeri che descrivono la situazione di alberghi e ristoranti, dovuto al grande rilievo della stagionalità per questo tipo di professioni. Invece, osservando l’evoluzione dei 4 anni, si possono individuare tre fasi: la prima, dal 2004 al 2005, in cui c’è una diminuizione dei posti vacanti; la seconda, dal 2005 al 2007, in cui si vede una risalita; e, infine, una nuova tendenza discendente fino al 2008.

Nella nota il tasso di posti vacanti italiano è messo a confronto con quelli degli altri Paesi europei. Il risultato? L’Italia si colloca in una posizione intermedia, tra Francia e Spagna, che ne misurano circa la metà (0,6 e 0,5, rispettivamente) e quello più elevato di Regno Unito e Germania (2,5%e 3,1%).

LINK: Ricerca ISTAT

Fonte: Istat
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