Il patrimonio informativo oggi disponibile consente di conoscere con sufficiente dettaglio il sistema socio-assistenziale regionale nella sua articolazione territoriale sia in termini quantitativi che di caratterizzazione qualitativa delle varie tipologie di strutture e di servizi. Esso colma un vuoto di conoscenza importante e si configura come strumento essenziale per orientare la programmazione in modo più razionale e rispondente alle concrete esigenze del territorio.
È importante ricordare che la realizzazione di un Sistema informativo dei servizi sociali era prevista già dalla Legge n. 328/2000 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali), quale elemento significativo del sistema integrato dei servizi che, mediante la raccolta dei dati sui bisogni e sulle risorse disponibili sul territorio, consente l'analisi dell'offerta assistenziale, la promozione di interventi mirati sui fenomeni sociali più rilevanti nonché l’attivazione di iniziative di formazione ed aggiornamento degli operatori e, più in generale, la partecipazione “consapevole” degli Enti Locali alla pianificazione e gestione degli interventi sul territorio.
“Conoscere per programmare”, uno slogan spesso usato ed abusato, rappresenta per il Sistema Sociale un’esigenza imprescindibile connaturata alla complessità della domanda sociale che esprime ed alle risposte che le Istituzioni, ciascuna nel proprio ambito di competenza, sono tenute a fornire.
Questa consapevolezza è alla base delle linee di attività programmate per il futuro ed in parte già avviate; tra queste, oltre all’aggiornamento periodico dell’anagrafica delle strutture e dei servizi, l’estensione della rilevazione anche alle strutture ed ai servizi socio-sanitari, un’indagine sullo stato dei servizi sociali comunali ed una prima sperimentale indagine qualitativa sulla domanda sociale nei vari distretti.
Si tratta di un complesso di iniziative che contribuiranno a migliorare la conoscenza del sistema socio-assistenziale regionale consentendo di mettere in correlazione, per la prima volta, i dati di offerta con quelli di domanda. Ciò consentirà in un prossimo futuro di valutare in che misura le risposte assistenziali e di promozione attivate sono adeguate alle esigenze dei cittadini in stato di bisogno e di verificare l’efficacia e l’efficienza delle risorse impiegate, soprattutto in relazione all’impatto avuto sul contesto e sui soggetti destinatari.
Il “Primo rapporto sui servizi sociali del Lazio” mette a disposizione dei soggetti istituzionali che hanno collaborato nell’impegnativa opera di raccolta dei dati e delle informazioni, degli Amministratori Locali e degli operatori di settore, un patrimonio conoscitivo ed una lettura critica dell’esistente, suggerendo tre possibili scenari per un potenziale sviluppo dell’offerta socio-assistenziale. Si apre così una nuova fase, in cui è possibile programmare in modo razionale sulla base della conoscenza della realtà.
CONOSCERE PER GOVERNARE BENE
IL CONTRIBUTO DEL SISTEMA INFORMATIVO DEI SERVIZI SOCIALI DEL LAZIO
Conoscere cosa sia realmente a disposizione dei cittadini è un valore cruciale non solo per i cittadini stessi che possono così orientarsi nell’ampio e articolato universo dell’offerta, ma anche per i decisori e gli operatori che, sinora, non hanno potuto beneficiare di un quadro di riferimento preciso per le loro scelte e attività.
Grazie a questa attività la Regione Lazio, il Comune di Roma e le Province di Frosinone, Latina, Rieti, Roma e Viterbo si collocano indubbiamente tra le amministrazioni leader in Italia nell’ambito dei sistemi informativi sociali, disponendo ormai di un riferimento preciso di cosa esiste ed è attivo sull’intero territorio regionale.
Si tratta del primo importante passo di un ambizioso percorso che contempla nell’immediato, da una parte, il completamento del quadro dell’offerta, con una ricognizione dello stato dei servizi sociali comunali e un ampliamento del campo di osservazione alle strutture ed ai servizi socio-sanitari, e, dall’altra, una prima rilevazione sperimentale sulla domanda sociale a livello territoriale.
I dati acquisiti con queste innovative attività, già attivate, incrociati tra loro e confrontati con quelli della seconda rilevazione statistica sulle strutture e sui servizi, anch’essa in corso di svolgimento, forniranno un set di informazioni ad integrazione di quelle già assai significative oggetto del presente Rapporto.
La mappatura dell’offerta e la sua caratterizzazione anche qualitativa, nonché la definizione di alcuni caratteri dell’utenza delle diverse tipologie di strutture e servizi costituisce un risultato che, nella storia dei servizi sociali del Lazio, non è esagerato definire epocale, perché consente di passare da una lunga fase caratterizzata da una disponibilità di informazioni incompleta e, in sostanza, poco affidabile ad una in cui invece è possibile fondare le scelte su un quadro assolutamente esauriente e molto solido nelle sue risultanze.
Come rilevato, tutto ciò è stato possibile anche grazie alla robusta architettura organizzativa che permette al Sistema informativo dei Servizi Sociali del Lazio (Siss) di operare e che vede la copartecipazione dell’Assessorato alle politiche sociali della Regione Lazio, degli uffici competenti delle varie Province e del Comune di Roma.
Da questo punto di vista, il Progetto Siss è un terreno molto avanzato di sperimentazione di una collaborazione interistituzionale che si sta dimostrando capace di produrre innovazione e qualità dell’azione pubblica.
Prima di entrare nel merito dei risultati, sono necessarie alcune precisazioni di tipo metodologico e relative all’origine dei dati, che consentono una lettura più agevole del lavoro.
Il Siss ha dapprima realizzato un’anagrafica delle strutture e dei servizi presenti sul territorio del Lazio al 31 dicembre 2006; alle unità di offerta così individuate è stato somministrato un questionario a partire dal quale è stato possibile realizzare la fotografia dei diversi aspetti dell’offerta, dalle caratteristiche strutturali (posti disponibili, superficie, ecc.), al personale, sino all’utenza.
E’ stato quindi realizzato un aggiornamento dell’anagrafica che ha permesso di definire il numero di strutture e servizi presenti sul territorio al 31 maggio 2008; su tali dati delle unità di offerta sono stati proiettati i risultati della rilevazione, cosa che ha permesso di stimare la consistenza dei posti disponibili, dell’utenza e del personale al 31 maggio 2008. Tali stime sono realizzate a livello regionale e provinciale, mentre l’analisi dei dati della rilevazione al 31 dicembre 2006 è stata effettuata anche a livello distrettuale.
Il presente Rapporto, quindi, mette a disposizione i risultati più significativi emersi dalle attività indicate e, più in concreto, include:
- un’analisi della distribuzione per tipologie e per territorio (a livello di province e di comune di Roma) del numero di strutture e di servizi aggiornato al 31 maggio 2008;
- un’interpretazione delle diverse caratteristiche del sistema di offerta in termini di capacità ricettiva, personale stabilmente operante e utenza;
- alcuni scenari di potenziale sviluppo dell’offerta socio-assistenziale, che consentono di delineare la quantità di strutture e di servizi nuovi da attivare per rendere più equa la distribuzione territoriale dell’offerta.
ALLEGATI: